RAME SU PIETRA

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La committenza ha richiesto allo studio Branco Cavaleiro un progetto per la ristrutturazione e l’ampliamento dei locali interni della abitazione in pietra ad Areosa in Portogallo. Si è scelto di seguire un’idea di progetto che rispetti la natura del manufatto esistente senza rinunciare a forme contemporanee.

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Così, sulle facciate esterne sono stati aggiunti volumi in rame perforato a completamento delle murature preesistenti. Per gli interni si è deciso di non rivestire totalmente le partizioni perimetrali, ma  di accostare l’intonaco aggiunto alla materia grezza come un ulteriore strato.

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Il recupero della vegetazione e lo sfruttamento di risorse naturali permettono a quest’opera di restauro di non perdere l’attenzione nei confronti della salvaguardia ambientale.

Stefano Lento

Progetto: House in Areosa

Progettisti: Branco Cavaleiro arquitectos

Località: Areosa, Portogallo

Photo: Josè Campos

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INTERVIEW: NIETOSOBEJANO

Favoloso e interessante intervista,da non perdere!

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1.Quando hai deciso di voler diventare architetto?

È stata una decisione tardiva, presa subito dopo la fine del liceo. Non eravamo consapevoli di cosa fosse realmente l’architettura. È stato un processo di apprendimento lento presso la Facoltà di Architettura che ci ha fatto capire e decidere quel volevamo diventare.

2. Quali le esperienze più significative della tua formazione?

Le nostre esperienze più significative erano probabilmente i viaggi per visitare l’architettura e capire come fosse in altre città e paesi.

3.Come nasce un tuo progetto? Che peso hanno analisi e intuizione?

Cerchiamo sempre di interpretare e analizzare il contesto , il luogo , il programma. Ma allo stesso tempo i nostri progetti sono attivati ​​da associazioni mentali inconsapevoli. Siamo legati a ricordi, immagini, impressioni; ad un certo punto si trasformano in una indicazione che ci guida verso un certo percorso. Possiamo chiamiarla intuizione, ma è qualcosa di profondamente legato alle nostre…

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PIERINO

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Gioca a rugby ma forse un campione non è; a braccia conserte è probabile che qualcuno non abbia troppa difficoltà a placcarlo e rompergli qualche costola. E quel piedino? No, troppo raffinato per uno sport così maschio! Meglio lasciarlo solo et pensoso sotto quel cappello che ricorda tanto il distratto Pierino.

ERRI

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Erri, lui  narratore di storie, è partito da Napoli per vivere più di due secoli da operaio e mettere su carta  innumerevoli storie. Il lavoro gli ha donato una muscolatura tonica che ha poi fatto valere sulle pareti rocciose che adorava scalare. Ma adesso? Lo scopriamo con chioma ribelle, tutta ciuffo e rasatura, ed una pancetta da uomo flaccido. Sarà colpa di questa sua inspiegabile nuova passione per l’arco?

NICCOLò

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E’ un  tipico adolescente della provincia napoletana, grasso e fiero della sua stazza strabordante. Un distinguo di provenienza sono i suoi capelli rossi e ricci, poco usuali nell’area campana, che arredano il suo faccione pieno di lentiggini rosse. Il rosso è il colore del suo alimento preferito, il pomodoro; lo mangerebbe in ogni occasione, su ogni pietanza ma quando non ne ha a portata di mano per lui l’essenziale è ingozzarsi. Oggi, addenta fiero un hamburger che ha preteso protestando col papà fuori da un Mc Donald.

ARNALDO

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Cammina stralunato, pensando al suo prossimo progetto. Sull’orecchio una matita e in tasca un martello; lui disegna e costruisce porte. Ha portato avanti la falegnameria di famiglia ma aveva un sogno mai compiuto, fare l’architetto. Tormentato dal rimpianto trova serenità solo nel ciondolio del suo amato jo-jo.

VALENTINA

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Un alito al lombrico. E’ terribile la puzza specie quando, ti fissa dai suoi occhiali, si accosta al tuo viso, ti parla e il tuo naso si scioglie sotto i colpi degli acidi del suo stomaco. Il ragazzo l’ha lasciata (chi sa come ne avesse trovato uno) e lei, in maniera molto amicale, gli trancia il membro. Impietosa!

GIANGI

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E’ tutto un tondo. Testa d’uovo, mento a gallina non poteva mica mancargli la gobba?quel che non ha è la pancia; riesce ancora ad indossare la giacca vittoriana che fu del nonno. Rattoppata la indossa con fierezza e si sente una star, specie quando si sente chiamare e gli ritorna alla mente il nome del giovane Tognazzi, il contemporaneo Gianmarco che è il suo idolo cinematografico.